Anche quest’anno i nostri consiglieri Augusta Pasquero, Franco Turcati, Gianni Fiocca, Giuseppe Lamarca (vice-Presidente) e Gianfranco Strangis, hanno aderito all’invito UPA per assistere all’ormai consueto appuntamento dell’Assemblea annuale dal tema “L’URGENZA DI UN PROGETTO”.

Il breve viaggio in treno dei colleghi torinesi

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foto di Giuseppe Lamarca nominato per l’occasione “Frecciarossa_Aici”, è concluso davanti al Teatro Strehler di Milano con l’incontro con i colleghi milanesi. Un breve saluto tra colleghi, l’accreditamento, il rinfresco e poi la corsa al posto in una sala strapiena (circa 600 persone) dei rappresentanti del mondo della comunicazione: Utenti, Media, Editori, Agenzie.

Il Presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi, ha iniziato il suo intervento ponendo l’accento sull’Italia orfana di ideee di Futuro: “Stiamo vivendo il più inutile dei momenti, quello della sospensione perenne”.

Sassoli propone propone sei progetti per rilanciare lo sviluppo del nostro paese:

Tax Credit per incentivare i consumi e sostenere media ed editori, con un credito d’imposta fino al 10%, in modo da recuperare gli investimenti perduti in questo biennio. Un’idea che trova la sponda del vice ministro delle politiche economiche Antonio Catricalà, intervenuto subito dopo il presidente UPA. Il Tax Credit sarebbe compensato dal maggion gettito d’IVA sui maggiori consumi, ed eviterebbe il rischio di perdita di migliaia di posti di lavoro nel nostro comparto: editoria, media, agenzie. Infatti la raccolta pubblictaria dei mediaha subito un decremento del 18% su base annua. Si prevede un recupero che dovrebbe attestarsi nei prossimi mesi al -12-13%.

Sulla Banda Larga siamo all’87 posto al mondo per velocità: oltre 400 mila aziende italiane, di cui molte in settori avanzati, viaggiano molto lentamente sulle autostrade informatiche. Non possiamo più tollerare che artigiani e industrie con prodotti innovativi e interi distretti territoriali, siano isolati e tagliati fuori dalla sfida della contemporaneità.

I gioielli ed il “petrolio” dell’Italia sono il Turismo e i beni Culturali: Sassoli propone di spostare le deleghe al Ministro dello Sviluppo Economico.

La quarta proposta riguarda il futuro della RAI: occorre una riforma che permetta al Paese di avere un Servizio Pubblico radio-televisivo, nel rispetto delle professionalità, più slello ed efficente. Il Presidente UPA indica una Fondazione in cui siano rappresentati tutti i settori socio-economici e territoriali del Paese, una rete generalista senza pubblicità, ed un canone obbligatorio inserito nella bolletta dell’elettricità. Un’idea da studiare con attenzione nel prossimo futuro…dichiara il ministro Catricalà.

Sassoli invita inoltre tutte le aziende a una seria riflessione sul ruolo della donna nella Pubblictà, citando l’efficacia con cui l’IAP – Istituto Autodisciplina Pubblicitaria, sanziona le campagne a sfondo discriminatorio, ed invitando Anna Maria Testa, intervenuta successivamente in modo deciso e graffiante sugli stereotipi femminili ed anche maschili, ad interpretare la sensibilità condivisa su questo tema.

Sassoli ha poi posto l’accento sulla formazione dei giovani comunicatori: “I giovani sono sempre al centro dei dibattiti e ai margini delle proposte”. Il nostro paese ha perso circa 2 milioni di giovani negli ultimi 15 anni, che stanno contribuendo al PIL di altri paesi, e le facoltà sfornano in continuazione giovani disillusi: occorre riflettere su quali saranno le competenze dei professionisti della comunicazione 3.0.

L’ultima proposta UPA che abbiamo rilevato, con una certa sorpresa, si rivolge ai Centri Media in nome della trasparenza. Sassoli propone ai Centri Media di rinunciare al Diritto di Negoziazione che esercitano sugli Editori/Concessionarie per la pianificazione e/o acquisto degli spazi pubblicitari. In cambio l’UPA è disposta a ridiscutere i Contratti con i Centri Media ma chiede al Legislatore di porre fine ai Diritti di Negoziazione, ricordando ai presenti che i Centri Media non ritengono nel loro ruolo “intermediari” delle Concessionarie.

Anche AICI, che si batte da molti anni per la tutela del Diritto d’Agenzia, e che considera di tutt’altra origine e natura (Diritti d’Autore), non vorrebbe che questa proposta possa generare confusione nel Legislatore.

Vale quindi la pena di ricordare, che le PMI – Agenzie di Comunicazione e Pubblicità iscritte all’AICI non si ritengono “intermediarie” nei confronti delle Concessionarie di spazi pubblicitari e degli Editori di mezzi d’informazione, web compreso: tale termine sminuisce profondamente il loro ruolo di professionisti che utilizzano il proprio ingegno per elaborare progetti completi di comunicazione, ideare messaggi creativi e creare brand di successo, che spesso aiutano le piccole imprese investitrici ad emergere e a diventare grandi.

Le agenzie di piccole e medie dimensioni svolgono da sempre al loro interno la ricerca, la valutazione, la pianificazione, la gestione, la redazione dei contratti d’acquisto e il controllo degli investimenti pubblicitari dei loro clienti. Queste attività di servizi altamente specializzati sono il naturale completamento della strategia creativa, che è alla base della costruzione di ogni messaggio pubblicitario di cui l’Agenzia è autrice e titolare.

Le Agenzie di pubblicità esercitano, quindi, nei confronti dei mezzi, il “Diritto d’Agenzia” ed i “Diritti d’Autore”, in quanto collettori dei diritti di tutti gli Autori professionisti che hanno contribuito alla creatività ed alla realizzazione del messaggio pubblicitario. Quando questi diritti non vengono ceduti, integralmente e con contratto scritto, al cliente investitore, il mezzo su cui viene pubblicato l’annuncio pubblicitario deve versare all’agenzia una parte dei suoi proventi (normalmente il 15%), a titolo di cessione d’uso e sfruttamento della campagna, da cui l’Editore-Concessionaria ricava lucro e immagine per la sua diffusione sugli spazi e nei tempi previsti dal piano mezzi di comunicazione.

Sulla base di quanto precede, e con lo spirito di rendere sempre più trasparente il nostro settore, AICI propone:

1) Il riconoscimento ufficiale da parte di Utenti e Media/Editori della consuetudine del Diritto d’Agenzia che regola da sempre i rapporti tra Agenzia di pubblicità e comunicazione a servizio completo e Concessionaria/Editore, eventualmente formalizzandolo nel principio di “cessione d’uso” della campagna di cui l’agenzia è autrice, titolare, e responsabile di tutti i Diritti d’Autore riconducibili ai contenuti del messaggio promo-pubblicitario, in qualunque forma ed adattamento media.

2) La facoltà esclusiva di scelta, da parte dell’Agenzia, salvo cessione totale e completa al Cliente-investitore a fronte di contratto controfirmato dagli attori, delle modalità di gestione del Diritto d’Agenzia (ossia, se fatturarlo direttamente alla Concessionaria/Editore, oppure accreditarlo a nome dell’Agenzia direttamente nella fattura al Cliente).

3) L’obbligo da parte della Concessionaria/Editore d’inserire nella modulistica contrattuale di tutti i Clienti le voci “Titolari dei Diritti d’Autore” e Titolare del “Diritto d’Agenzia”, per essere mallevata da eventuali contenziosi.

4) L’obbligo da parte degli Utenti, di dichiarare alla Concessionaria/Editore in fase di contrattazione degli acquisti degli spazi promo-pubblicitari, i titolari dei Diritti d’Autore e/o del Diritto d’Agenzia e di produrre copia alla Concessionaria/Editore della eventuale cessione di tali Diritti da parte degli Autori del messaggio.

5) La trasparenza del mercato è garantita dall’obbligo di rendere pubblici sui loro siti i listini, le scale sconti e le offerte periodiche degli Editori e delle Concessionarie di pubblicità.

6) Affinché sia rispettata una concorrenza trasparente e l’etica professionale, proporre al Governo di rivedere il R.O.C. – Registro degli Operatori della Comunicazione, definendo e separando i ruoli tra le diverse componenti del settore: tenendo ben distinti in diversi elenchi gli Editori, le Concessionarie di pubblicità, i Centri Media, e aggiungendo le Agenzie di Pubblicità e Comunicazione a servizio completo, oggi escluse.