'Festival media'

 L’IA, intelligenza artificiale, a servizio dell’advertising, per pubblicità più mirate, interattive ed efficaci. Di questo tema molto attuale nel settore si è parlato al Festival of Media, che si sta tenendo in questi giorni all’hotel Rome Cavalieri di Roma. Tra le società che si occupano della realizzazione dell’advertising è intervenuta alla conferenza “Teads.tv”. “Noi abbiamo inventato l’outstream format”, spiega ad Ansamed Emi Gal, Ceo di Teads Studio, a margine del suo intervento. La tecnologia consiste nella visualizzazione di un video di pubblicità solamente quando è in vista in una pagina web.

Secondo Teads il futuro dell’advertising “sarà sempre più interattivo e personalizzato: utilizzeremo le informazioni per creare automaticamente video sul momento per ogni persona”. Le pubblicità saranno poi “adattate per ogni tipo di dispositivo che si usa, grazie all’intelligenza artificiale e il machine learning”. Il futuro delle pubblicità sarà basato sui dati, con i quali “costruire un profilo a 360 gradi di un individuo per decidere come sarà la pubblicità per quella persona”. Infine Teads ha presentato una forma di pubblicità “conversazionale”, basata sull’intelligenza artificiale. “L’idea che c’è dietro è quella di dare all’utente l’opportunità di fare domande, chiedere informazioni, ordinare un prodotto direttamente dalla pubblicità, come se si parlasse con un vero operatore”. Nel corso dell’evento Gal ha mostrato una pubblicità di Tommy Hilfiger con la quale si poteva chattare. Per quanto riguarda la privacy, Gal ha spiegato che “tutti i dati sono anonimi.

Conosciamo i like su facebook di un profilo, la cronologia browser, ma non associamo questi dati a nomi di persona o indirizzi”. Secondo Gal, “fra 20 anni i computer saranno molto più intelligenti degli esseri umani”, e il problema sarà “trovare un modo di interagire più velocemente possibile” con questo tipo di tecnologia. Per questo alcune società “stanno lavorando a delle “brain machine interface”, tecnologie che permettono di leggere e scrivere informazioni direttamente nei neuroni del cervello tramite chip”. Sembra fantascienza ma “è possibile, è solo questione di tempo. Elon Musk pensa che ci vorranno 10 anni, altri di più, ma tutti sono d’accordo che prima o poi sarà la realtà”.

Il tema delle IA è stato affrontato nel corso della conferenza anche da Hugo Pinto, Innovation Officer di IBM. “Il digitale sta tornando nel mondo fisico e lo sta cambiando”, ha detto nel corso del suo intervento. “Ogni cosa che facciamo ha dentro qualcosa di digitale e legato ai dati”. Pinto ha spiegato l’importanza di porre il focus sulle aspettative dei clienti e della cognitive computing, la tecnologia che permette alle macchine di processare grandi quantità di dati, interagire parlando e imparare dall’esperienza, di cui è esempio il progetto Watson di IBM. Da questo supercomputer è poi nata Lucy, una piattaforma per il marketing che colleziona dati e risponde alle domande complesse del settore. Sull’intelligenza artificiale “c’è chi ha paura”, ma nel futuro “ci permetterá di fare cose più grandi, permetterà meno sprechi, più sostenibilità, aiuto per la salute”, e sarà “un cambiamento fondamentale del nostro modo di pensare. Saremo sempre impauriti dai cambiamenti, ma noi utilizziamo la tecnologia per andare avanti”.

Al tema delle nuove tecnologie si è ricollegato Oliver Maletz, capo dell’International communication & media planning di Volkswagen. L’azienda sta ponendo media e comunicazione tra le priorità. “La sfida più importante è il cambiamento interno”, ha spiegato nel suo intervento Maletz. “Abbiamo cambiato strategia”, i clienti “vogliono essere aiutati” e l'”advertising può aiutare a descrivere quali siano i bisogni delle persone”.

Questo tema “non riguarda l’incrementare le vendite, ma portare avanti dei valori”. Ci troviamo in un “momento molto eccitante dell’industria, possiamo fare qualunque cosa, anche campagne mirate per le persone”.(ANSAmed – ROMA, 08 MAG -)