30-01-17 – Lavorare in proprio – Panoramica sugli aspetti contabili, fiscali e previdenziali

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Abbiamo incaricato la studentessa Federica Maggiotto del Master Marketing dell’Università di Torino di intervistare Savino Villani dopo il successo riscontrato nell’incontro da lui condotto il 30 gennaio presso Skillab (Unione Industriale) sul tema: Lavorare in proprio – Panoramica sugli aspetti contabili, fiscali e previdenziali.

 

Quali consigli darebbe a un giovane che vuole mettersi in proprio come libero professionista, o a un gruppo di giovani che vogliono avviare una start up?

 

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale esiste l’opportunità di aprire una partita IVA e usufruire del regime forfetario.

Inoltre, per le start up vi è la possibilità di pagare il 5% sull’imponibile forfetizzato nei primi 5 anni di vita dell’impresa, a condizione che si rispettino determinati requisiti stabiliti dalla legge. Questi parametri sono: non superare determinate quantità di fatturato; ad esempio, per un consulente, parliamo di 30.000 € annui di fatturato incassato. Non aver acquisito, nell’anno precedente, beni strumentali o attrezzature per un valore superiore a 20.000 € e, sempre nell’anno precedente, non si deve aver sostenuto un costo per lavoratori dipendenti, assimilati o occasionali, per un importo superiore a 5.000 €.

Per poter beneficiare delle agevolazioni per le start up, oltre a quanto già detto, occorre non aver essere stati titolari di partita IVA nei 5 anni precedenti l’inizio dell’attività, e che l’attività dell’impresa non rappresenti in nessun modo una prosecuzione di un’altra attività già precedentemente svolta, sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.

 

Al termine dei 5 anni di sgravi fiscali e agevolazioni per l’avvio dell’impresa, quale tipo di società consiglierebbe?

 

Consiglierei un regime fiscale piuttosto che un tipo di società. In questo caso esistono due alternative: si può scegliere il regime forfetario normale, pagando il 15% sull’imponibile forfetizzato, nel caso in cui non si siano superati i limiti di fatturato stabiliti dalla legge.

L’altra opzione, in caso di superamento di detti limiti, prevede il regime semplificato, dove il reddito si determina secondo il principio della competenza economica.

 

Federica Maggiotto

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